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“No a povertà, disuguaglianze, discriminazioni. Investire nei medici per garantire un futuro a Ssn”

  • Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO
  • 09/07/2018
  • ee3de8be-02dc-4a57-ab38-4578f9ea366e

Un appello a tutte le forze politiche, culturali e sociali del Paese, affinché si salvaguardi il nostro Servizio sanitario nazionale, potenziando il ruolo e la funzione delle figure professionali in ambito sanitario, a partire da quella medica. A lanciarlo, il Consiglio Nazionale della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), composto dai presidenti dei 106 Ordini territoriali e riunito a Roma lo scorso fine settimana, il 6 e 7 luglio. Due giorni di lavoro intensi, ricchi di stimolanti spunti di riflessione, frutto di un dibattito partecipato e finalizzati a rafforzare l’identità, il ruolo e la funzione della professione medica.

“Un rapporto continuativo con il proprio medico – sia esso specialista o di medicina generale – ha l’effetto di migliorare la salute dei cittadini e di ridurre la mortalità – ha affermato il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. I medici italiani chiedono che il Governo metta in atto provvedimenti che riducano le disuguaglianze tra centro e periferie, tra Nord e Sud: se è vero che tutti i cittadini sono uguali davanti alla Repubblica, ogni organismo dello Stato deve essere impegnato a ridurre le disuguaglianze. Per fare ciò è necessario innanzitutto rivedere i criteri di distribuzione del fondo sanitario nazionale e le modalità di finanziamento dei servizi sanitari regionali, al fine di ridurre quelle iniquità che rendono ‘diversi’ i cittadini in relazione al loro diritto alla salute”.

 

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Un appello a tutte le forze politiche, culturali e sociali del Paese, affinché si salvaguardi il nostro Servizio sanitario nazionale, potenziando il ruolo e la funzione delle figure professionali in ambito sanitario, a partire da quella medica. A lanciarlo, il Consiglio Nazionale della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), composto dai presidenti dei 106 Ordini territoriali e riunito a Roma lo scorso fine settimana, il 6 e 7 luglio. Due giorni di lavoro intensi, ricchi di stimolanti spunti di riflessione, frutto di un dibattito partecipato e finalizzati a rafforzare l’identità, il ruolo e la funzione della professione medica.

“Un rapporto continuativo con il proprio medico – sia esso specialista o di medicina generale – ha l’effetto di migliorare la salute dei cittadini e di ridurre la mortalità – ha affermato il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. I medici italiani chiedono che il Governo metta in atto provvedimenti che riducano le disuguaglianze tra centro e periferie, tra Nord e Sud: se è vero che tutti i cittadini sono uguali davanti alla Repubblica, ogni organismo dello Stato deve essere impegnato a ridurre le disuguaglianze. Per fare ciò è necessario innanzitutto rivedere i criteri di distribuzione del fondo sanitario nazionale e le modalità di finanziamento dei servizi sanitari regionali, al fine di ridurre quelle iniquità che rendono ‘diversi’ i cittadini in relazione al loro diritto alla salute”.

 

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Un appello a tutte le forze politiche, culturali e sociali del Paese, affinché si salvaguardi il nostro Servizio sanitario nazionale, potenziando il ruolo e la funzione delle figure professionali in ambito sanitario, a partire da quella medica. A lanciarlo, il Consiglio Nazionale della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), composto dai presidenti dei 106 Ordini territoriali e riunito a Roma lo scorso fine settimana, il 6 e 7 luglio. Due giorni di lavoro intensi, ricchi di stimolanti spunti di riflessione, frutto di un dibattito partecipato e finalizzati a rafforzare l’identità, il ruolo e la funzione della professione medica.

“Un rapporto continuativo con il proprio medico – sia esso specialista o di medicina generale – ha l’effetto di migliorare la salute dei cittadini e di ridurre la mortalità – ha affermato il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. I medici italiani chiedono che il Governo metta in atto provvedimenti che riducano le disuguaglianze tra centro e periferie, tra Nord e Sud: se è vero che tutti i cittadini sono uguali davanti alla Repubblica, ogni organismo dello Stato deve essere impegnato a ridurre le disuguaglianze. Per fare ciò è necessario innanzitutto rivedere i criteri di distribuzione del fondo sanitario nazionale e le modalità di finanziamento dei servizi sanitari regionali, al fine di ridurre quelle iniquità che rendono ‘diversi’ i cittadini in relazione al loro diritto alla salute”.

 

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