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Si amplia dal prossimo anno scolastico il percorso ‘biomedico’. Lo scopo è permettere agli studenti di orientarsi e di prepararsi a passare i test di ammissione all’università

L’inizio dell’anno coincide per molti ragazzi e per le loro famiglie con la scelta della scuola superiore, visto che le iscrizioni online si possono fare dal 7 al 31 gennaio.

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In quasi tutta Italia, da due anni, c’è una possibilità in più per chi mostra già un minimo di curiosità verso le professioni sanitarie. Da Avellino a Bergamo, da Messina a Treviso, ci sono infatti ormai più di 60 licei scientifici e classici che hanno aderito al percorso di potenziamento di “Biologia con curvatura biomedica” nato grazie a un accordo quadro tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici.

L’obiettivo è permettere agli studenti di orientarsi meglio e, soprattutto, di cominciare a prepararsi ai test d’ingresso alla facoltà di medicina. Già nel primo anno scolastico, il 2017-2018, sono stati coinvolti più di 1.700 studenti, oltre 400 formatori (80 docenti e 323 medici) e 26 licei scientifici (a cui poi da quest’anno si sono aggiunti anche i classici) selezionati dal Miur con un bando.

L’accordo istitutivo tra Miur e Fnomceo ha previsto anche l’istituzione di una ‘Cabina di Regia’ nazionale col compito di  esercitare la funzione generale di indirizzo e di coordinamento e di sovrintendere all’attuazione dell’accordo stesso.

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Il percorso prevede – per le terze, le quarte e le quinte classi – l’introduzione nel piano di studi della disciplina “Biologia con curvatura biomedica”.

Per i ragazzi, si tratta di frequentare ogni anno del triennio 50 ore di lezione in più rispetto a quelle previste dal loro normale programma di studi, di cui 20 ore di lezioni teoriche tenute dai docenti di biologia dei licei, 20 ore di lezioni teoriche-pratiche tenute da medici individuati dagli Ordini e 10 ore presso le strutture sanitarie individuate dagli Ordini dei Medici Provinciali.

Tra gli argomenti di studio, ampio spazio è dedicato allo studio dei diversi apparati: quello tegumentario, quello muscolo-scheletrico e quello cardiovascolare, compreso lo studio del tessuto sanguigno e del sistema linfatico.

Durante le lezioni con i medici, però, non mancano le occasioni in cui i ragazzi possono discutere e confrontarsi apertamente anche sul rapporto coi pazienti e sul funzionamento sia del percorso di studi che di quello professionale.

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L’ideatrice del progetto, nato in realtà già nel 2011, è Giuseppina Princi, preside del liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria, la scuola che ha fatto da capofila a tutto il progetto.

“Sono stati proprio dei genitori medici a esprimere per primi l’esigenza di una strada specifica che aiutasse i loro figli a verificare – prima di arrivare all’università – se avessero davvero questo tipo di vocazione.

È stata questa la molla, quella che mi ha convinto a lanciare l’idea di attivare questo tipo di percorso”, racconta la preside Princi.

In sei anni di sperimentazione nel suo istituto scolastico, i risultati sono stati importantissimi. “Il 98 per cento dei ragazzi che hanno frequentato il percorso è entrato nelle facoltà a numero chiuso senza aver fatto ricorso a un’ulteriore preparazione.

 

 

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L’inizio dell’anno coincide per molti ragazzi e per le loro famiglie con la scelta della scuola superiore, visto che le iscrizioni online si possono fare dal 7 al 31 gennaio.

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In quasi tutta Italia, da due anni, c’è una possibilità in più per chi mostra già un minimo di curiosità verso le professioni sanitarie. Da Avellino a Bergamo, da Messina a Treviso, ci sono infatti ormai più di 60 licei scientifici e classici che hanno aderito al percorso di potenziamento di “Biologia con curvatura biomedica” nato grazie a un accordo quadro tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici.

L’obiettivo è permettere agli studenti di orientarsi meglio e, soprattutto, di cominciare a prepararsi ai test d’ingresso alla facoltà di medicina. Già nel primo anno scolastico, il 2017-2018, sono stati coinvolti più di 1.700 studenti, oltre 400 formatori (80 docenti e 323 medici) e 26 licei scientifici (a cui poi da quest’anno si sono aggiunti anche i classici) selezionati dal Miur con un bando.

L’accordo istitutivo tra Miur e Fnomceo ha previsto anche l’istituzione di una ‘Cabina di Regia’ nazionale col compito di  esercitare la funzione generale di indirizzo e di coordinamento e di sovrintendere all’attuazione dell’accordo stesso.

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Il percorso prevede – per le terze, le quarte e le quinte classi – l’introduzione nel piano di studi della disciplina “Biologia con curvatura biomedica”.

Per i ragazzi, si tratta di frequentare ogni anno del triennio 50 ore di lezione in più rispetto a quelle previste dal loro normale programma di studi, di cui 20 ore di lezioni teoriche tenute dai docenti di biologia dei licei, 20 ore di lezioni teoriche-pratiche tenute da medici individuati dagli Ordini e 10 ore presso le strutture sanitarie individuate dagli Ordini dei Medici Provinciali.

Tra gli argomenti di studio, ampio spazio è dedicato allo studio dei diversi apparati: quello tegumentario, quello muscolo-scheletrico e quello cardiovascolare, compreso lo studio del tessuto sanguigno e del sistema linfatico.

Durante le lezioni con i medici, però, non mancano le occasioni in cui i ragazzi possono discutere e confrontarsi apertamente anche sul rapporto coi pazienti e sul funzionamento sia del percorso di studi che di quello professionale.

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L’ideatrice del progetto, nato in realtà già nel 2011, è Giuseppina Princi, preside del liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria, la scuola che ha fatto da capofila a tutto il progetto.

“Sono stati proprio dei genitori medici a esprimere per primi l’esigenza di una strada specifica che aiutasse i loro figli a verificare – prima di arrivare all’università – se avessero davvero questo tipo di vocazione.

È stata questa la molla, quella che mi ha convinto a lanciare l’idea di attivare questo tipo di percorso”, racconta la preside Princi.

In sei anni di sperimentazione nel suo istituto scolastico, i risultati sono stati importantissimi. “Il 98 per cento dei ragazzi che hanno frequentato il percorso è entrato nelle facoltà a numero chiuso senza aver fatto ricorso a un’ulteriore preparazione.

 

 

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L’inizio dell’anno coincide per molti ragazzi e per le loro famiglie con la scelta della scuola superiore, visto che le iscrizioni online si possono fare dal 7 al 31 gennaio.

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In quasi tutta Italia, da due anni, c’è una possibilità in più per chi mostra già un minimo di curiosità verso le professioni sanitarie. Da Avellino a Bergamo, da Messina a Treviso, ci sono infatti ormai più di 60 licei scientifici e classici che hanno aderito al percorso di potenziamento di “Biologia con curvatura biomedica” nato grazie a un accordo quadro tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici.

L’obiettivo è permettere agli studenti di orientarsi meglio e, soprattutto, di cominciare a prepararsi ai test d’ingresso alla facoltà di medicina. Già nel primo anno scolastico, il 2017-2018, sono stati coinvolti più di 1.700 studenti, oltre 400 formatori (80 docenti e 323 medici) e 26 licei scientifici (a cui poi da quest’anno si sono aggiunti anche i classici) selezionati dal Miur con un bando.

L’accordo istitutivo tra Miur e Fnomceo ha previsto anche l’istituzione di una ‘Cabina di Regia’ nazionale col compito di  esercitare la funzione generale di indirizzo e di coordinamento e di sovrintendere all’attuazione dell’accordo stesso.

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Il percorso prevede – per le terze, le quarte e le quinte classi – l’introduzione nel piano di studi della disciplina “Biologia con curvatura biomedica”.

Per i ragazzi, si tratta di frequentare ogni anno del triennio 50 ore di lezione in più rispetto a quelle previste dal loro normale programma di studi, di cui 20 ore di lezioni teoriche tenute dai docenti di biologia dei licei, 20 ore di lezioni teoriche-pratiche tenute da medici individuati dagli Ordini e 10 ore presso le strutture sanitarie individuate dagli Ordini dei Medici Provinciali.

Tra gli argomenti di studio, ampio spazio è dedicato allo studio dei diversi apparati: quello tegumentario, quello muscolo-scheletrico e quello cardiovascolare, compreso lo studio del tessuto sanguigno e del sistema linfatico.

Durante le lezioni con i medici, però, non mancano le occasioni in cui i ragazzi possono discutere e confrontarsi apertamente anche sul rapporto coi pazienti e sul funzionamento sia del percorso di studi che di quello professionale.

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L’ideatrice del progetto, nato in realtà già nel 2011, è Giuseppina Princi, preside del liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria, la scuola che ha fatto da capofila a tutto il progetto.

“Sono stati proprio dei genitori medici a esprimere per primi l’esigenza di una strada specifica che aiutasse i loro figli a verificare – prima di arrivare all’università – se avessero davvero questo tipo di vocazione.

È stata questa la molla, quella che mi ha convinto a lanciare l’idea di attivare questo tipo di percorso”, racconta la preside Princi.

In sei anni di sperimentazione nel suo istituto scolastico, i risultati sono stati importantissimi. “Il 98 per cento dei ragazzi che hanno frequentato il percorso è entrato nelle facoltà a numero chiuso senza aver fatto ricorso a un’ulteriore preparazione.

 

 

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