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L’AQUILA. Un immenso “infinito” colorato davanti all’ingresso del parco del Castello, frutto di un’opera collettiva in cui decine di persone ieri pomeriggio hanno dato il loro piccolo contributo. Ragazzi, bambini, famiglie, docenti, operai, fotografi, semplici curiosi: in tantissimi si sono lasciati coinvolgere nell’opera collettiva di Michelangelo Pistoletto, uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea, animatore e protagonista della corrente dell’Arte Povera e anticipatore delle pratiche artistiche di partecipazione. Muniti di “callarelle” nere o arancioni, riempite di acqua e colore, in decine hanno contribuito a disegnare il simbolo dell’infinito sul selciato di breccia davanti all’Auditorium di Renzo Piano, sotto la regia del “maestro”. È “Terzo Paradiso – L’ACquila”, l’opera forse più celebre di Pistoletto, quella che unisce gli uomini di tutto il mondo nello stesso messaggio universalmente compreso: quello del rispetto dell’uomo, della spinta alla vita, della protezione della natura contro lo scempio della crescita economica a tutti i costi.

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